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  1. Dr. Pianale

    Nuova Mercedes Classe A W177

    Mercedes Classe A il "sorpasso" su Audi A3 e BMW Serie 1 L’ultima arrivata fa valere gli anni di vantaggio sulle rivali con una dotazione hi-tech nettamente più ricca In pochi casi prima di questo gli anni in meno si erano dimostrati un vantaggio così netto. La Mercedes Classe A si rinnova prima delle sue dirette concorrenti Audi A3 Sportback e BMW Serie 1 e non si può dire che non si noti, soprattutto dal punto di vista dei contenuti tecnici e tecnologici. Ma se la A3 è circa a metà del suo "ciclo di vita" (deve dunque resistere sul mercato ancora per qualche anno), la Serie 1 si potrà rifare a breve: la nuova generazione - basata su una piattaforma differente, con motore (anteriore, ovviamente) trasversale e trazione anteriore - è attesa infatti nel 2019. Detto questo, il "fenomeno" del gap enorme tra un nuovo modello e la sua concorrenza, probabilmente, si ripeterà sempre più spesso nei prossimi anni, perché il tasso di innovazione delle auto è in così rapido aumento che l’ingresso sul mercato di un nuovo modello rischia di far invecchiare di colpo tutte le altre auto dello stesso segmento (e non solo). Il gap, inutile dirlo, si misura soprattutto dal punto di vista delle dotazioni tecnologiche, siano esse legate ai sistemi di assistenza alla guida o alla connettività. Ecco la Classe A in un confronto a distanza con A3 e Serie 1, in attesa di conoscerne i prezzi. Tecnologia presa dalla Classe S 
Il cruise control adattivo con funzione Stop&Start - di serie o a pagamento in base agli allestimenti - ce l’hanno anche Serie 1 e A3, così come il sistema di mantenimento automatico della corsia (con interventi attivi sullo sterzo e non il dispositivo che si limita ad avvisare nel caso in cui ci si avvicini inavvertitamente alla linea di delimitazione della corsia). La Classe A però va oltre, perché il suo Intelligent Drive, grazie a telecamere e radar, sa esattamente quello che accade nei dintorni della vettura fino a 500 metri di distanza. Un esempio? Tra le altre cose, il Pre-Safe PLUS può rilevare il pericolo di un impatto posteriore e, prima dell’eventuale scontro, il sistema può bloccare la vettura ferma, diminuendo l’accelerazione in avanti causata dall’urto e, quindi, il rischio di lesioni per chi c’è a bordo. Non manca inoltre l’assistente attivo al cambio di corsia: se la velocità impostata col cruise control è superiore a quella del veicolo che precede, basta inserire l’indicatore di direzione sinistro e, se ci sono le condizioni, il cervellone elettronico effettua la manovra di sorpasso e di rientro in totale autonomia. Ogni desiderio è un ordine Sembra uno scherzo, ma rappresenta una delle potenzialità più grandi della nuova Classe A e, in generale, delle auto e di tutti i dispositivi tecnologici del futuro: i comandi vocali avanzati. Sulla nuova Classe A basterà dire “Hey Mercedes” e il sistema “alzerà le antenne”, pronto a esaudire (quasi) ogni richiesta, senza peraltro bisogno di usare formule predefinite, ma semplicemente parlando in modo naturale. Mercedes crede molto in questa funzionalità che, sulla carta, la pone decisamente più “avanti” rispetto alle rivali, dotate anch’esse di comandi vocali ma di generazione precedente. Detto questo, il “verdetto” definitivo lo avremo solo dopo la prova concreta, su strada. In tema di elettronica di bordo, non si può non citare la strumentazione: sulla nuova compatta Mercedes c’è un mega pannello digitale che sovrasta la plancia dalla bocchetta d’aerazione sinistra fino a oltre il centro della console centrale. Non a tutti piace questa digitalizzazione degli strumenti, che di sicuro però proietta nel futuro la Classe A rispetto alle sue dirette concorrenti. Per chiudere, volete una chicca? Il tracking del veicolo agevola la ricerca dell’auto parcheggiata e invia un messaggio nel caso in cui l’auto venga urtata o rimorchiata. Emozioni garantite e integrali Come da tradizione, non solo di Mercedes, la versione più sportiva verrà presentata in un secondo momento. Il suo “cuore”, con tutta probabilità, sarà lo stesso della attuale A45 AMG, vale a dire il 2.0 turbo 4 cilindri, attualmente capace di 381 CV. Non dovrebbe essere in discussione nemmeno la trazione integrale. A proposito di 4x4, la sfruttano anche i 400 CV del 5 cilindri sovralimentato dell’Audi RS3 Sportback. Ecco, se invece siete amanti della trazione posteriore, l’unica alternativa è la Serie 1, almeno fino a quando non arriverà la nuova generazione, che invece avrà motore trasversale e trazione anteriore, come scritto in apertura, o 4x4. Nel dettaglio, la Serie 1 più sportiva attualmente in gamma è la M140i da 340 CV, che è anche l’unica con il motore a sei cilindri (in linea). .addthis_sharing_toolbox{clear: none !important;float: left;}
  2. La rivista Wirtschafts Woche ha simulato una crisi economica mondiale, il crollo del mercato cinese e il successo di Apple e Google nel mondo dell'auto. Fra i gruppi tedeschi, BMW sopravviverebbe meglio, grazie all'esperienza nell'ibrido, nell'elettrico e nel car sharing http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/24/scenari-di-crisi-come-reagirebbero-vw-daimler-e-bmw-vince-chi-diversifica-meglio/1804665/ In Germania non solo le auto, ma anche chi la fabbrica viene sottoposto al crash test. L’esercizio formale – una simulazione – è firmato dalla rivista Wirtschafts Woche anche sulla base di una considerazione del numero uno di Daimler, Dieter Zetsche, che ha dichiarato che “se si detrae l’industria dell’auto, in Germania non resta poi molto”. Un’affermazione forte ma in parte fondata: nel 2014 il gruppo Volkswagen ha fatturato oltre 200 miliardi, Daimler (che produce Mercedes e Smart) 130 ed il gruppo Bmw oltre 80, senza contare l’indotto. Il totale supera ampiamente il debito pubblico della Grecia sul quale si sta arrovellando il pianeta. Per la Germania, l’auto significa occupazione, significa entrate fiscali e significa benessere, soprattutto nelle centri di riferimento: con 108.405 euro Wolfsburg è la città con il reddito pro capite più alto del paese. E Ingolstadt è la seconda con 102.540. E si potrebbe andare avanti. Gli analisti della rivista si sono chiesti in che modo i tre grandi gruppi – e quindi il Paese – verrebbero colpiti nel caso di nuove crisi. Le simulazioni hanno riguardato 1) un peggioramento della congiuntura economica globale del 20%; 2) un crollo del mercato cinese dell’auto del 20%; 3) la concorrenza di protagonisti della new economy come Apple o Google. I risultati mostrano che i gruppi che più diversificano la loro gamma (con ibride ed elettriche), investono in high-tech e si buttano nella mobilità alternativa (leggi car sharing) sono più preparate ad affrontare gli eventuali sobbalzi dell’economia globale. Il gruppo più “sereno” sarebbe Bmw, quasi blindato soprattutto rispetto ai nuovi attori high-tech. Secondo la redazione i bavaresi sono mediamente molto innovativi e ben messi con le alimentazioni elettriche e ibride e con esperienze di nuovi concept di mobilità (come il car sharing DriveNow). La casa dell’elica soffrirebbe anche meno in caso di crisi con una stima di 430.000 auto “perse” (di cui 200.000 in Germania) che potrebbero costare il posto fino a 12.000 addetti nel paese. L’eventuale recessione cinese equivarrebbe ad una flessione di 100.000 immatricolazioni (60.000 auto in meno fabbricate nel Regno di Mezzo) e fino a 1.700 posti di lavoro a rischio in Germania. Al contrario, il gruppo Volkswagen (almeno prima dell’annunciato nuovo assetto con diverse holding del quale ancora non si conoscono i dettagli) sarebbe il più esposto. Secondo Wirtschafts Woche è il più debole in tutte e tre le situazioni: 2 milioni di veicoli venduti in meno di cui 750.000 in Germania e fino a 50.000 lavoratori in bilico in caso di crisi globale ma anche 250.000 auto non più immatricolate in Cina di cui 650.000 prodotte in loco e fino a 8.000 occupati in pericolo in caso di recessione del mercato delle quattro ruote nel Regno di Mezzo. Circa l’innovazione, viene attribuita “solo” un’alta competenza nella connettività dell’auto, ma per innovazione e concetti di mobilità, il colosso di Wolfsburg è a livelli bassi. Competenza media, invece, sul fronte elettrico e ibrido. Daimler è nel mezzo. Con un mercato in retromarcia potrebbe a commercializzare fino a 400.000 auto in meno (la metà in Germania) con fino a 15.000 addetti a rischio. Lo scenario del rallentamento cinese influirebbe per 60.000 vetture (35.000 prodotte proprio in Cina) esponendo fino a 15.000 lavoratori alla possibile perdita del posto. Grazie a Car2go e Moovel Daimler è accreditata di esperienza sulla nuova mobilità. Come VW Group e Bmw ha un’elevata competenza circa le connettività e si posiziona ad un livello medio per innovazione e sistemi elettrici ed ibridi. In Germania, l’auto non gode di incentivi pubblici, ma beneficia di un trattamento fiscale favorevole tanto che nel 2014 solo il 36% delle nuove immatricolazioni è ascrivibile ai privati e circa il 10% delle vendite sono “chilometri zero” (Tageszulassungen). Lo scorso anno gli affari delle 31 banche “automobilistiche” hanno raggiunto la cifra record di 95 miliardi di euro per leasing e finanziamenti. Ormai le auto si vendono con gli istituti di credito, ma il problema sarà poi l’enorme quantità di veicoli usati da piazzare.
  3. CDO Copio incollo dai nostri "amici" di 2addcts http://www.2addicts.com/forums/showthread.php?t=906238
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